Incentivi smaltimento amianto 2026

Se devi rimuovere l'amianto dalla tua abitazione o dalla tua azienda, il 2026 è un anno da non sottovalutare. Le agevolazioni ci sono ancora, ma le aliquote stanno scendendo e i bandi più competitivi richiedono preparazione anticipata. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere per muoverti in tempo e scegliere lo strumento giusto.

 

Bando ISI INAIL (per aziende)

L'INAIL conferma anche per quest’anno il suo principale strumento di sostegno alle imprese che vogliono bonificare i luoghi di lavoro dall'amianto. Per l’edizione di quest’anno, l'Asse 3,  dedicato specificamente alla rimozione dell'eternit, dispone di risorse significative a livello nazionale, destinate alla bonifica da amianto nei luoghi di lavoro.

Requisiti di accesso

Per partecipare al bando, l'azienda deve:

  • Essere regolarmente iscritta alla Camera di Commercio (CCIAA).
  • Avere un DURC (Documento Unico di Regolarità Contributiva) valido.
  • Non aver ricevuto sospensioni per gravi violazioni delle norme sulla sicurezza.
  • Non aver già ottenuto un finanziamento ISI per l'Asse 3 nelle edizioni 2021, 2022 o 2023.
  • Avere la disponibilità dell'immobile da bonificare da almeno tre anni (quindi con titolo acquisito entro fine 2022).

Attenzione: il contributo copre solo le aree dove lavorano effettivamente i dipendenti dell'azienda richiedente. Le zone affittate a terzi o non utilizzate a fini produttivi sono escluse.

Cosa si può bonificare

Sono ammessi al finanziamento i seguenti manufatti:

  • Coperture in cemento-amianto (eternit).
  • Controsoffitti contenenti amianto.
  • Sottocoperture in materiali contenenti amianto (MCA).
  • Lastre piane o ondulate non portanti, se parte della chiusura superiore dell'edificio.

Non sono invece ammesse le pareti verticali in amianto, né gli interventi sulle strutture portanti (travi, solai, listelli strutturali).

Un aspetto fondamentale: non puoi limitarti alla sola rimozione. Il bando richiede obbligatoriamente anche il rifacimento della copertura. L'obiettivo dell'INAIL non è solo eliminare il materiale pericoloso, ma garantire che la struttura risultante sia sicura e conforme agli standard attuali.

Quante spese copre il bando?

Il contributo è a fondo perduto e copre il 65% delle spese ammissibili, con un minimo di 5.000 euro e un massimo di 130.000 euro. Per il calcolo, l'INAIL applica massimali unitari:

  • 60 €/mq per bonifica e rifacimento copertura (rimozione, smaltimento e posa del nuovo manto).
  • 20 €/mq aggiuntivi per la rimozione di controsoffitti in amianto.
  • Spese tecniche accessorie nei limiti previsti dal bando.

Per il 2026 c’è una novità: se installi un impianto fotovoltaico sulla nuova copertura, puoi beneficiare di un'aliquota potenziata all'80%. L'impianto deve essere dimensionato per l'autoconsumo e non superare i 20 kW.

Come partecipare

La procedura si articola in 3 fasi:

Fase 1. Compilazione della domanda. Con l’aiuto di un consulente di fiducia, accedi al portale INAIL e inserisci tutte le informazioni richieste. 

La compilazione e registrazione delle domande per il Bando ISI INAIL 2026 è attiva dal 13 aprile 2026 fino alle ore 18:00 del 28 maggio 2026.

Fase 2. Click day. Una volta ottenuto il codice identificativo, lo invii telematicamente nel giorno stabilito. I fondi vengono assegnati in ordine cronologico di ricezione, fino a esaurimento del plafond regionale. Per il 2026 è prevista una finestra temporale di invio di pochi minuti nel giorno stabilito. Giocare d'anticipo e farsi supportare da professionisti competenti, in questo caso, non è solo consigliabile: è indispensabile!

Fase 3. Documentazione. Dovrai inviare i documenti tecnici e amministrativi: preventivi dettagliati, perizia asseverata e certificati di analisi dei laboratori.

Importante: In generale, il bando non copre le spese precedenti all’invio della domanda. Quindi, i lavori non possono iniziare prima della chiusura della Fase 1

 

Bonus Ristrutturazioni 2026 (per privati)

Il Bonus Ristrutturazioni è la principale agevolazione per i privati che vogliono rimuovere l'amianto dalla propria abitazione. Nel 2026 le aliquote cambiano rispetto al passato, quindi vale la pena capire subito cosa spetta e a chi.

Chi può accedere

Possono richiedere il bonus:

  • Proprietari dell'immobile (anche nudi proprietari).
  • Chi ha un diritto di utilizzo sull'immobile: usufrutto, uso, abitazione o superficie.
  • Inquilini in affitto o in comodato d'uso gratuito.
  • Familiari conviventi (coniuge, parenti entro il terzo grado) che sostengono direttamente le spese.

L'agevolazione copre la rimozione dell'amianto in qualsiasi forma: coperture di tetti, canne fumarie, tubazioni idriche, pavimenti e serbatoi di accumulo.

A quanto ammonta la detrazione

La detrazione viene spalmata su 10 rate annuali e varia in base al tipo di immobile:

 

Tipo di immobile

Aliquota 2026

Tetto di spesa

Abitazione principale

50%

96.000 €

Seconda casa o locazione

36%

96.000 €

 

Per i condomini, ogni proprietario può detrarre la propria quota millesimale, sempre entro il limite individuale di 96.000 euro. 

Come richiedere la detrazione

Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, che deve contenere:

  • La causale con riferimento alla norma (Art. 16-bis del DPR 917/1986).
  • Il codice fiscale di chi richiede la detrazione.
  • La partita IVA o il codice fiscale dell'impresa che esegue i lavori.

Un bonifico ordinario o una causale errata fanno perdere il diritto al bonus. Oltre al pagamento corretto, devi conservare la certificazione di avvenuto smaltimento rilasciata dalla ditta che ha rimosso l’eternit

Attenzione: qualsiasi azienda adibita alla rimozione dell’amianto deve essere iscritta all'Albo Nazionale Gestori Ambientali

Sono necessarie anche le autorizzazioni edilizie comunali (CILA o SCIA) e la notifica all'ATS/ASL almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori.

 

Ecobonus 2026 (per privati e aziende)

L'Ecobonus è la via giusta se la rimozione dell'amianto fa parte di un progetto più ampio di miglioramento dell'efficienza energetica. È uno strumento appetibile sia per i privati che per le aziende con capannoni o edifici industriali.

L'Ecobonus si può usare per lo smaltimento dell’amianto?

Sì, ma non basta rimuovere l'eternit per accedere a questo bonus. L'intervento deve soddisfare tre condizioni:

  1. L'immobile deve essere già dotato di un impianto di riscaldamento funzionante o riattivabile.
  2. Il nuovo tetto deve migliorare le prestazioni isolanti dell’immobile.
  3. Lo smaltimento dell'amianto viene considerato un costo accessorio all'intervento di coibentazione.

A quanto ammonta la detrazione

Anche qui si tratta di una detrazione IRPEF (o IRES per le aziende), ripartita in 10 rate annuali:

  • 50% per gli interventi sull'abitazione principale.
  • 36% per gli altri immobili e per i soggetti IRES.

Il massimale di detrazione per la coibentazione (tetto e pareti) è di 60.000 euro per ciascuna unità immobiliare.

Invio dei dati all'ENEA

A differenza del Bonus Ristrutturazioni, l'Ecobonus richiede obbligatoriamente l'invio dei dati all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La comunicazione deve includere le caratteristiche tecniche dei materiali installati, il calcolo del risparmio energetico stimato e l'asseverazione di un tecnico abilitato. 

Se dimentichi questo passaggio, perdi il beneficio fiscale anche se i lavori sono stati eseguiti perfettamente. Per questo motivo è molto importante rivolgersi a un professionista che possa dare il giusto supporto in questo processo. 

Come scegliere l'incentivo giusto

Ecco una tabella riassuntiva per avere un quadro completo dei principali incentivi smaltimento amianto 2026

 

 

Bando ISI INAIL

Bonus Ristrutturazioni

Ecobonus

A chi è rivolto

Aziende

Privati

Privati e aziende

Tipo

Fondo perduto

Detrazione

Detrazione

Massimale

130.000 €

96.000 €

60.000 €

Erogazione

Unica soluzione

10 rate annuali

10 rate annuali

Obbligo tecnico

Rifacimento copertura

Smaltimento a norma

Efficientamento termico

Procedura

Click day

Comunicazione fine lavori

Portale ENEA

 

Non tutti gli incentivi sono cumulabili sulla stessa voce di spesa. Ciò significa che, in genere, non si può finanziare lo stesso intervento di rimozione amianto con agevolazioni diverse.

Per la scelta e l’accesso ai bandi consigliamo sempre l’affiancamento di un professionista con esperienza in smaltimento amianto. 



Altre agevolazioni per smaltire l'amianto nel 2026

Oltre ai 3 strumenti principali, esistono ulteriori opportunità che vale la pena conoscere.

Contributi Regione Lombardia

Con il bando 2026 appena approvato dalla Giunta regionale, la Regione Lombardia mette a disposizione degli enti locali 11,5 milioni di euro a fondo perduto per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto dagli edifici pubblici, con l’obiettivo di incentivare la bonifica su tutto il territorio regionale.

Possono fare domanda Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città Metropolitana proprietari di edifici lombardi in cui non si svolga attività economica. Il contributo può coprire fino al 100% della spesa ammissibile, con un massimale di 350.000 euro per singolo intervento.

Sono ammessi la rimozione, lo smaltimento e il ripristino con manufatti sostitutivi, con soglie differenziate in base al tipo di materiale:

  • fino al 200% del costo di bonifica per il rifacimento di coperture in cemento-amianto;
  • fino al 100% per pavimenti in vinyl-amianto;
  • fino al 50% per altri manufatti (tubazioni, canne fumarie) e amianto friabile.

Le spese tecniche (progettazione, direzione lavori, certificazioni) sono ammissibili nel limite del 10% del totale.

Incentivi comunali

Alcuni comuni e l'ATS locale promuovono micro-incentivi per i residenti che effettuano lo smaltimento tramite ditte convenzionate. Verifica presso l'ufficio ecologia del tuo comune: questi contributi possono essere cumulati con la detrazione IRPEF sulla quota di spesa che rimane a tuo carico.

Decreto FER 2 (per aziende)

Se stai valutando di installare un impianto fotovoltaico in sostituzione di una copertura in amianto, il Decreto FER 2 prevede incentivi calcolati sull'energia netta prodotta e immessa in rete. Le domande vanno inviate esclusivamente tramite il Portale FER-E.

 

Prima di iniziare i lavori: 5 cose da tenere a mente

  1. Qualunque incentivo tu scelga, lo smaltimento dell'amianto deve essere eseguito da un'impresa iscritta all'Albo Nazionale Gestori Ambientali: categoria 10A per l'amianto compatto (eternit), 10B per quello friabile.
  2. Prima dell'avvio del cantiere, l'impresa deve presentare un Piano di Lavoro all'ATS almeno 30 giorni prima.
  3. Al termine dei lavori, l'impresa deve consegnarti il Formulario di Identificazione Rifiuti (FIR), che certifica il conferimento dell'amianto in una discarica autorizzata. Senza questo documento non puoi chiudere la pratica edilizia in comune, e rischi la revoca dell'incentivo in caso di controlli.
  4. È meglio muoversi in anticipo: tra click day da presidiare, scadenze ENEA e aliquote in calo, farsi trovare pronti al momento giusto può fare una differenza concreta sia in termini economici che di accesso ai fondi disponibili.
  5. Non è facile fare tutto da soli. Per questo motivo è consigliabile affidarsi a un esperto. Spesso le aziende specializzate nello smaltimento dell’amianto gestiscono sia la parte tecnica sia la burocrazia relativa ai bandi (come facciamo anche noi).

Rimozione amianto 2026: questo è l’anno giusto! 

Se da tempo stai rimandando la rimozione della tua copertura in eternit, il momento di agire è ora! 

Se rimuovi l’amianto entro la fine dell’anno, infatti: 

  • Non dovrai preoccuparti del deterioramento del materiale e del rilascio delle pericolosissime fibre di amianto, proteggendo la tua salute e quella dei tuoi cari. 
  • Potrai contare su un costo complessivo più conveniente rispetto ai prossimi anni. Dato gli incentivi tendono a ridursi, lo smaltimento diventa sempre più costoso man mano che passa il tempo. 

Il nostro consiglio è questo: agisci oggi e dimentica per sempre l’amianto

Paura della burocrazia dei bandi? Ci pensa Cavagnis Coperture

  • Ci occupiamo di smaltimento di tetti in amianto da oltre 40 anni.
  • Siamo iscritti all’Albo Nazionale Gestori Ambientali e certificati IMQ e QLP-SOA.
  • Rinnoviamo il tuo tetto con soluzioni moderne e sicure, tra cui tetti in lamiera e impianti fotovoltaici di ultima generazione.
  • Il nostro legale si occupa di tutte le pratiche necessarie per partecipare ai bandi per lo smaltimento dell’amianto nel 2026.

La nostra azienda si trova in provincia di Bergamo, ma è operativa in tutta la Lombardia.

Se vuoi sapere di più sul nostro lavoro e se possiamo aiutarti, contattaci

 

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