Se devi rimuovere l'amianto dalla tua abitazione o dalla tua azienda, il 2026 è un anno da non sottovalutare. Le agevolazioni ci sono ancora, ma le aliquote stanno scendendo e i bandi più competitivi richiedono preparazione anticipata. In questo articolo trovi tutto quello che devi sapere per muoverti in tempo e scegliere lo strumento giusto.
L'INAIL conferma anche per quest’anno il suo principale strumento di sostegno alle imprese che vogliono bonificare i luoghi di lavoro dall'amianto. Per l’edizione di quest’anno, l'Asse 3, dedicato specificamente alla rimozione dell'eternit, dispone di risorse significative a livello nazionale, destinate alla bonifica da amianto nei luoghi di lavoro.
Per partecipare al bando, l'azienda deve:
Attenzione: il contributo copre solo le aree dove lavorano effettivamente i dipendenti dell'azienda richiedente. Le zone affittate a terzi o non utilizzate a fini produttivi sono escluse.
Sono ammessi al finanziamento i seguenti manufatti:
Non sono invece ammesse le pareti verticali in amianto, né gli interventi sulle strutture portanti (travi, solai, listelli strutturali).
Un aspetto fondamentale: non puoi limitarti alla sola rimozione. Il bando richiede obbligatoriamente anche il rifacimento della copertura. L'obiettivo dell'INAIL non è solo eliminare il materiale pericoloso, ma garantire che la struttura risultante sia sicura e conforme agli standard attuali.
Il contributo è a fondo perduto e copre il 65% delle spese ammissibili, con un minimo di 5.000 euro e un massimo di 130.000 euro. Per il calcolo, l'INAIL applica massimali unitari:
Per il 2026 c’è una novità: se installi un impianto fotovoltaico sulla nuova copertura, puoi beneficiare di un'aliquota potenziata all'80%. L'impianto deve essere dimensionato per l'autoconsumo e non superare i 20 kW.
La procedura si articola in 3 fasi:
Fase 1. Compilazione della domanda. Con l’aiuto di un consulente di fiducia, accedi al portale INAIL e inserisci tutte le informazioni richieste.
La compilazione e registrazione delle domande per il Bando ISI INAIL 2026 è attiva dal 13 aprile 2026 fino alle ore 18:00 del 28 maggio 2026.
Fase 2. Click day. Una volta ottenuto il codice identificativo, lo invii telematicamente nel giorno stabilito. I fondi vengono assegnati in ordine cronologico di ricezione, fino a esaurimento del plafond regionale. Per il 2026 è prevista una finestra temporale di invio di pochi minuti nel giorno stabilito. Giocare d'anticipo e farsi supportare da professionisti competenti, in questo caso, non è solo consigliabile: è indispensabile!
Fase 3. Documentazione. Dovrai inviare i documenti tecnici e amministrativi: preventivi dettagliati, perizia asseverata e certificati di analisi dei laboratori.
Importante: In generale, il bando non copre le spese precedenti all’invio della domanda. Quindi, i lavori non possono iniziare prima della chiusura della Fase 1.
Il Bonus Ristrutturazioni è la principale agevolazione per i privati che vogliono rimuovere l'amianto dalla propria abitazione. Nel 2026 le aliquote cambiano rispetto al passato, quindi vale la pena capire subito cosa spetta e a chi.
Possono richiedere il bonus:
L'agevolazione copre la rimozione dell'amianto in qualsiasi forma: coperture di tetti, canne fumarie, tubazioni idriche, pavimenti e serbatoi di accumulo.
La detrazione viene spalmata su 10 rate annuali e varia in base al tipo di immobile:
|
Tipo di immobile |
Aliquota 2026 |
Tetto di spesa |
|---|---|---|
|
Abitazione principale |
50% |
96.000 € |
|
Seconda casa o locazione |
36% |
96.000 € |
Per i condomini, ogni proprietario può detrarre la propria quota millesimale, sempre entro il limite individuale di 96.000 euro.
Il pagamento deve avvenire esclusivamente tramite bonifico parlante, che deve contenere:
Un bonifico ordinario o una causale errata fanno perdere il diritto al bonus. Oltre al pagamento corretto, devi conservare la certificazione di avvenuto smaltimento rilasciata dalla ditta che ha rimosso l’eternit.
Attenzione: qualsiasi azienda adibita alla rimozione dell’amianto deve essere iscritta all'Albo Nazionale Gestori Ambientali.
Sono necessarie anche le autorizzazioni edilizie comunali (CILA o SCIA) e la notifica all'ATS/ASL almeno 30 giorni prima dell'inizio dei lavori.
L'Ecobonus è la via giusta se la rimozione dell'amianto fa parte di un progetto più ampio di miglioramento dell'efficienza energetica. È uno strumento appetibile sia per i privati che per le aziende con capannoni o edifici industriali.
Sì, ma non basta rimuovere l'eternit per accedere a questo bonus. L'intervento deve soddisfare tre condizioni:
Anche qui si tratta di una detrazione IRPEF (o IRES per le aziende), ripartita in 10 rate annuali:
Il massimale di detrazione per la coibentazione (tetto e pareti) è di 60.000 euro per ciascuna unità immobiliare.
A differenza del Bonus Ristrutturazioni, l'Ecobonus richiede obbligatoriamente l'invio dei dati all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori. La comunicazione deve includere le caratteristiche tecniche dei materiali installati, il calcolo del risparmio energetico stimato e l'asseverazione di un tecnico abilitato.
Se dimentichi questo passaggio, perdi il beneficio fiscale anche se i lavori sono stati eseguiti perfettamente. Per questo motivo è molto importante rivolgersi a un professionista che possa dare il giusto supporto in questo processo.
Ecco una tabella riassuntiva per avere un quadro completo dei principali incentivi smaltimento amianto 2026.
|
Bando ISI INAIL |
Bonus Ristrutturazioni |
Ecobonus |
|
|---|---|---|---|
|
A chi è rivolto |
Aziende |
Privati |
Privati e aziende |
|
Tipo |
Fondo perduto |
Detrazione |
Detrazione |
|
Massimale |
130.000 € |
96.000 € |
60.000 € |
|
Erogazione |
Unica soluzione |
10 rate annuali |
10 rate annuali |
|
Obbligo tecnico |
Rifacimento copertura |
Smaltimento a norma |
Efficientamento termico |
|
Procedura |
Click day |
Comunicazione fine lavori |
Portale ENEA |
Non tutti gli incentivi sono cumulabili sulla stessa voce di spesa. Ciò significa che, in genere, non si può finanziare lo stesso intervento di rimozione amianto con agevolazioni diverse.
Per la scelta e l’accesso ai bandi consigliamo sempre l’affiancamento di un professionista con esperienza in smaltimento amianto.
Oltre ai 3 strumenti principali, esistono ulteriori opportunità che vale la pena conoscere.
Con il bando 2026 appena approvato dalla Giunta regionale, la Regione Lombardia mette a disposizione degli enti locali 11,5 milioni di euro a fondo perduto per la rimozione e lo smaltimento di manufatti contenenti amianto dagli edifici pubblici, con l’obiettivo di incentivare la bonifica su tutto il territorio regionale.
Possono fare domanda Comuni, Unioni di Comuni, Comunità montane, Province e Città Metropolitana proprietari di edifici lombardi in cui non si svolga attività economica. Il contributo può coprire fino al 100% della spesa ammissibile, con un massimale di 350.000 euro per singolo intervento.
Sono ammessi la rimozione, lo smaltimento e il ripristino con manufatti sostitutivi, con soglie differenziate in base al tipo di materiale:
Le spese tecniche (progettazione, direzione lavori, certificazioni) sono ammissibili nel limite del 10% del totale.
Alcuni comuni e l'ATS locale promuovono micro-incentivi per i residenti che effettuano lo smaltimento tramite ditte convenzionate. Verifica presso l'ufficio ecologia del tuo comune: questi contributi possono essere cumulati con la detrazione IRPEF sulla quota di spesa che rimane a tuo carico.
Se stai valutando di installare un impianto fotovoltaico in sostituzione di una copertura in amianto, il Decreto FER 2 prevede incentivi calcolati sull'energia netta prodotta e immessa in rete. Le domande vanno inviate esclusivamente tramite il Portale FER-E.
Se da tempo stai rimandando la rimozione della tua copertura in eternit, il momento di agire è ora!
Se rimuovi l’amianto entro la fine dell’anno, infatti:
Il nostro consiglio è questo: agisci oggi e dimentica per sempre l’amianto!
La nostra azienda si trova in provincia di Bergamo, ma è operativa in tutta la Lombardia.
Se vuoi sapere di più sul nostro lavoro e se possiamo aiutarti, contattaci!